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Telecamere negli asili e test attitudinali per chi si occupa dell … – La Repubblica

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Telecamere negli asili nido “per proteggere i bambini da insegnanti violenti” e test attitudinali perché il personale che si occupa dell’infanzia sia preparato a capire e seguire le mille difficoltà della crescita. Lo hanno chiesto negli anni molte mamme preoccupate dopo diversi casi di maltrattamenti e abusi, sostenendo con appelli su Facebook la scelta delle telecamere che hanno raccolto oltre cinquantamila adesioni e spingendo la politica a muoversi.

Dodici proposte diverse – Oggi infatti telecamere e test sono al centro di dodici disegni di legge diversi presentati in parlamento e che hanno come oggetto la sicurezza dei più piccoli e anche quella dei malati, dei disabili. Di chi non può difendersi per età o malattia ed è ricoverato in centri di accoglienza. Proposte presentate da tutti i partiti anche se manca una proposta del Movimento cinque stelle. Le varie proposte sono valutate ed esaminate nelle commissioni Lavoro ed Affari costituzionali che a settembre dovrebbero arrivare a una sintesi su un testo unico da presentare alla Camera.
 
Telecamere, i dubbi del Garante privacy – “Nei giorni scorsi abbiamo finito le audizioni, dai sindacati al garante per l’infanzia che è favorevole alle telecamere, mentre quello della privacy ha messo numerosi paletti alla questione ricordando che la tecnologia non risolve tutto e che bisogna tener sempre conto del principio di proporzionalità quando si decidono gli interventi” spiega Antonio Boccuzzi, deputato Pd, che ha valutato sui dieci milioni di euro l’investimento iniziale per le telecamere.

Allarme condiviso, soluzioni diverse – In linea di massima i disegni di legge si possono dividere in tre: c’è un gruppo che prevede l’inserimento delle telecamere a scopo preventivo, come deterrente. Le immagini sarebbero visibili solo agli inquirenti una volta che sia segnalato un episodio di violenza ai danni di bambini o ospiti. Un altro gruppo per combattere maltrattamenti punta invece solo sulla preparazione dei docenti, proponendo test attitudinali più rigorosi e anche una sorta di demansionamento nel caso di bocciatura. Il terzo gruppo propone una sorta di mix tra i due tipi di misura.
 
Dai test ai docenti alle registrazioni –  Tra i vari disegni di legge, quello di Gabriella Giammanco di Forza italia, presentato nel 2009 e riattualizzato ad inizio legislatura, prevede sistemi video a circuito chiuso negli asili e nelle strutture sociosanitarie che assistono gli anziani: “Un modo di garantire e tutelare le esigenze della privacy e dare uno strumento in più alle indagini quando ci sono denunce di maltrattamenti. Uno strumento di tutela, non di controllo” tiene a sottolineare la deputata. Nunzia De Girolamo, sempre Fi, alle telecamere aggiunge una sorta di abilitazione psicologica per ricoprire certi ruoli. Daniela Sbrollini, invece, con altri colleghi del Partito democratico ha presentato un disegno di legge che prevede: un intervento del ministero per monitorare la situazione violenze negli istituti con relazioni annuali; valutazioni di idoneità del personale degli asili nido da ripetersi ogni quattro anni e infine telecamere a circuito chiuso a carico delle amministrazioni locali. Tutte le proposte concordano sul fatto che l’accesso alle registrazioni sia consentito solo a forze dell’ordine e magistrati, mentre è esclusa qualsiasi ipotesi di circuiti per il controllo a distanza da parte dei genitori.

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