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#StoriesFlash NewsLove & Friendship

Io che non voglio una vita normale

Isabella e Isotta Rossellini

Vivere un amore lesbo mi ha cambiata

Ho preso consapevolezza del fatto che la mia vita fosse differente dalle donne della mia età, quando una mattina mi sono ritrovata a riflettere sulle mie reali priorità. A 45 anni con un figlio di 8 e un marito quasi assente, in una monotona domenica primaverile, mi accorsi di volere altro, di aver annullato i miei più profondi desideri di donna, di persona. Insegnare matematica non mi ha mai dato grandi soddisfazioni; allo stesso tempo la gestione di un figlio condotta in completa solitudine, senza alcun aiuto dalla mia famiglia di origine, mi ha risucchiata verso la strada della sofferenza e dall’isolamento dal mondo reale. È vero, ho sentito di essere intrappolata in una vita che non mi apparteneva, cosicché un giorno decisi di iscrivermi ad un sito di incontri, per capire cosa si provasse, nell’essere dall’altra parte della medaglia, quella virtuale. Il mio primo account era maschile, insomma ho voluto mettermi nei panni di un uomo per timore di essere giudicata. Quello che ho trovato è stato un porto di gente, disposto a vendersi, mettersi in evidenza e tutto a poco prezzo. La componente “relazione stabile” effettivamente è una “pietra miliare” in questi siti. Ho provato a chattare con alcune delle donne più corteggiate e la finalità era naturalmente il sesso, anche immediato. Non ho mai avuto il coraggio di svelare la mia identità, fino a che non ho conosciuto una donna davvero ammaliante, dal grande carisma. Ero completamente attratta dal suo modo di fare, bella, intelligente, sicura di se, creativa, chiaramente avrei voluto essere come lei. Dopo due mesi di chat private in cui avevamo condiviso quasi tutto, lei mi chiese di incontrarla. È stato in questo momento che capii quello che stavo facendo: flirtare con una donna. A questo punto ho svelato la mia identità. Mi invitò a casa sua, senza alcuna perplessità. Presi coraggio, la mia curiosità e voglia di conoscerla superò tutte le paure. Alle 16 del giorno dopo ero da lei. Le sue labbra, i suoi occhi, i suoi seni, il suo corpo, erano qualcosa di nuovo e affascinante per me, un territorio inesplorato. Abbiamo fatto l’amore per due lunghe ore, senza parlare ci siamo comprese. Dopo essermi vestita, con voce flebile mi ha spiegato che aveva due compagni e che la sua vita era “diversa” dalle altre persone. Il “poliamore forse è una filosofia di vita, o uno stile di vita ed io lo pratico”disse. Da quel momento pur di non rinunciare a lei, anche io sono diventata poliamorosa. La mia vita? Adesso è questa. Ho chiesto il divorzio da mio marito e vivo a Barcellona, una città piena di colori e di vivacità, dove la diversità viene accettata più facilmente. Al mio bambino che attualmente ha 10 anni, non ho spiegato ancora cosa significhi avere più compagni, amare più persone, ma ho insegnato il rispetto verso i sentimenti degli altri e la possibilità di essere se stessi in un mondo in cui è difficile mostrarsi per quello che realmente si è. La vita non è un sogno, non deve essere una limitazione, non è una finzione, la vita è l’unica possibilità che abbiamo di essere leali con noi stessi.

Anita la donna poliamorosa 

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Real bodies: corpi umani che suggestionano la mente

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Consapevolezza e verità nei meandri del corpo umano

Mai avremmo potuto pensare che sarebbe stato possibile addentrarsi nei misteri del nostro corpo, attraverso una semplice visita al museo. Dopo New York anche in Italia e con precisione a Milano, finalmente giunge la mostra Real bodies, che tratta in modo cruente tutte le verità del corpo umano. Questi sono corpi umani reali, donati alla scienza e conservati mediante la “plastinazione”,  tecnica che trasmette per l’appunto la sensazione che siano stati plastificati. Tra gli aapetti principali di questo processo ricordiamo che, i corpi vengono messi sottovuoto per garantire lo svuotamento dei liquidi, per poi essere trattati con l’aceto ed altre sostanze specifiche, con l’obiettivo di evitare il processo di decomposizione. L’aspetto singolare sta nel fatto che varie parti del corpo possano essere sezionate, mostrate nella loro natura sana e non, come nel caso di tumori. Alcuni di essi, essendo stati nella loro vita degli sportivi, vengono adagiati nelle posture più naturali dell’attività fisica.  Mamme con in grembo il proprio bambino, feti, fumatori incalliti, bodybuilder fanno tutti parte di questa mostra, che evidenzia in che modo il corpo possa essere una macchina perfetta. Gli occhi, le orecchie e la bocca sono le parti “lasciate invariate” tali da far sembrare quei volti espressivi e vivi. Tale illusione, potrebbe portare alla sopraffazione delle emozioni negative, infatti, si consiglia a coloro i quali siano facilmente influenzabili, di valutare la visita per questo evento. L’impatto visivo per molti potrebbe essere violento e sconcertante; ad esempio, il padiglione destinato alla riproduzione e sviluppo fetale, rimane tra i più stupefacenti e condizionanti allo stesso tempo. Ciò che si ammira nella globalità, non è semplicemente la fisicità nella sua interezza e bellezza, ma le singole parti che la costituiscono, che vanno dal sistema linfatico a quello nervoso. La muscolatura e le ossa emergono vividamente in alcune posture, al fine di evidenziare l’importanza imprescindibile e indiscutibile che hanno. Inoltre, a essi si aggiungono corpi con protesi, esposti appunto per dimostrare i risultati della scienza medica. Nell’esposizione del cervello, fegato, milza, e intestino, si vuole mostrare quanto un singolo organo possa, in presenza di una malattia influenzare tutti gli altri. Ciò che più suggestiona è la consapevolezza che dietro ogni corpo, c’è stata un’anima, una vita, un sorriso, una sofferenza e che indipendentemente da tutto, terminato il percorso sulla terra, queste persone abbiano voluto di donarsi alla scienza. Una scelta encomiabile che permette giorno dopo giorno, di portare alla luce dubbi, perplessità e approfondire gli studi volti a fronteggiare e combattere numerose malattie. Giunti al dunque, il messaggio chiaro e severo riguarda la capacità di ognuno di noi, in merito ad una maggiore consapevolezza della macchina perfetta che siamo, di trattarci bene attraverso un’attenta alimentazione, l’allenamento fisico e mentale, al fine di ottenere una vita lunga e salutare .

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