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Gli ecosessuali: fare l’amore con la natura

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I 4 aspetti che caratterizzano gli ecosessuali

Non è solo un trend emergente l’ecosessualità è un mood praticato da centomila persone nel 2016. La terra è intesa non più come una madre che ci accoglie, bensì come un’amante a tutti gli effetti da coinvolgere nei rapporti. Tale pratica nasce con lo scopo di proteggere la terra, di rispettarla, salvarla, al punto tale da essere parte integrante del proprio circolo amoroso.  L’idea rivoluzionaria di concepire il sesso rispettoso della e nella natura, nasce nel 2010 mediante la promozione dell’evento Ecosex Symposium a San Francisco.

Il messaggio evidenziato è quello di difendere la terra nella sua interezza, osservandola in un ottica più affascinante come quella del sesso.

Quali sono gli aspetti che caratterizzano gli ecosessuali?

  1. La terra è concepita come erotismo ed eccitazione. Di qui l’identificazione di una spiaggia ove si educano gli uomini e le donne all’ecosessualità. È fondamentale la fusione del sesso e dell’ecologia, ma soprattutto vige  l’abolizione di qualsiasi barriera architettonica e strumenti che possano vincolare l’interazione con la natura, quali ad esempio i letti;
  2. Utilizzo di prodotti solo ecosostenibili. Sex toys in legno, condom green e materiale riciclabile possono essere utilizzati a supporto del piacere e a difesa dell’ambiente;
  3. Intrattenere rapporti sessuali con la terra. E’ un atteggiamento sessuale volto al raggiungimento del piacere, praticato per sentirsi parte integrante con la natura.
  4. Dissolvere le barriere tra le specie. L’intento formulato per consolidare quest’ultimo principio è stato effettuato mediante l’esperienza dell’Ecosexual Bathhouse in Australia.  Dopo tale evento c’è stato un amplio incremento di individui ecosessuali.

L’ecosessualità oltre ad essere una pratica in difesa della natura è molto spesso discussa, criticata, contestata, contrastata, ma soprattutto è reputata da coloro i quali ne sono i sostenitori, l’unico punto di contatto genuino e spontaneo da parte dell’uomo,  di immergersi in essa attraverso l’amore.

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Faccio sesso virtuale e lo prediligo al sesso reale

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Quando il cybersex sostituisce l’incontro reale

Attoniti e profondamente attaccati dagli stimoli virtuali assistiamo inermi all’evolversi di fenomeni psicosociali che cambiano e affinano in qualche modo i nostri sensi, le emozioni e anche i comportamenti relativi lo stile di vita che ci caratterizza. Quelli che fino a cinque anni fa erano reputati dalla società in cui ci relazioniamo dei “grandi tabù”, oggi sono stati superati. E quando si infrange un tabù ci si avvicina repentinamente ad un altro tabù, il quale più che essere un paradosso diventa una realtà. Il sesso nelle sue forme e sfaccettature è sempre stato un grande tabù. Può allora il sesso virtuale essere sostituito e preferito al sesso reale? Intrisi dagli scenari futuribili dello spazio virtuale, la fantasia dell’individuo infrange la realtà: il sesso virtuale, non è più un sogno, un desiderio, un’attesa poiché ormai si possono congiungere gli stimoli visivi a quelli tattili. Diventa una vera e propria “esperienza immersiva”, ovvero, mille volte più emozionante, stuzzicante ed entusiasmante di una esperienza addirittura reale, in quanto, gli utenti interagiscono con il partner scelto come e quando vogliono, all’interno di uno spazio virtuale ed ologrammato. Sono molti coloro che prediligono il cybersex o sesso virtuale, perché l’obiettivo è l’induzione di sensazioni positive immediate che si evolvono dalla passione in seduzione. È importante la condivisione di uno spazio intangibile in cui tutte le volte in cui gli individui vogliono divertirsi, possono farlo calandosi in giochi di ruolo pluridimensionale, il cui potere risiede nello sperimentare il sesso nelle sue sfaccettature con un sapore diverso da quello reale. Ormai il passaggio dal sesso davanti ad una webcam a “esperienze immersive” è consolidato. L’uso dei social network  e siti sviluppati ad hoc per il sesso, porta ad una condivisione facile di testi sessuali, immagini o video porno di supporto, che invogliano ad una dipendenza da parte di uomini e donne del sesso in rete. È sufficiente una chat privata su facebook per aprire un mondo sconosciuto nel quale ci si presenta ad altri in vesti diverse. Ricevere una immagine hot o richiederla, è diventato un comportamento comune che corrisponde a normalità; si tratta di un nuovo modo di avvicinarsi ad uno sconosciuto, sviluppando un atteggiamento trasgressivo diverso da quello che solitamente si ha nella realtà. Un nuovo Sé, che non teme le sanzioni e giudizi sociali perché appunto virtuale, in cui scopo è il gioco erotico finalizzato per molti, non solo alla “esperienza immersiva sessuale on line” ma anche al “rimorchio” come attività ultima dell’incontro fisico. Solitamente gli individui che prediligono l’esperienza sessuale on line toccando la dipendenza, vogliono evadere dalla realtà e monotonia sperimentando emozioni virtuali eccitanti ed immediate. La costruzione di una nuova identità on line facilita gli incontri, poiché vengono abbattute e filtrate le barriere del giudizio da parte degli altri, i quali sono solo degli sconosciuti. In questo contesto la timidezza e la chiusura sociale ad esempio, non vengono percepite e messe al vaglio da una società dura e complessa. La difficoltà ad instaurare relazioni sociali reali non è solo un sintomo del “dipendente del cybersex”, ma viene inteso come un vero e proprio problema psicosociale in cui l’avvento delle nuove tecnologie che promuovono la fruizione di internet, orienta l’individuo sempre più all’isolamento sociale e alla minore condivisione di esperienze reali. Su Internet non ci si sente giudicati, si abbattono le barriere della morale e della vergogna a causa della impersonalizzazione delle emozioni e sentimenti. In un mondo in cui il sesso è alla portata di tutti dal momento che tutto è facilmente accessibile, preme ricordare che i dati stimati dei “dipendenti dal sesso on line” in Italia, divengono sempre più alti: il 76% della popolazione è rappresentato dagli uomini i quali trascorrono dalle 11 alle 35 ore a settimana dinanzi ad un monitor, connettendosi in rete anche durante le ore lavorative. Annullare le relazioni interpersonali, con ripercussioni negative in ambito sociale e lavorativo diviene in casi come questo la scelta diretta o indiretta di molti individui “malati di cybersex”, il cui risvolto della medaglia è sempre e comunque mettere a duro rischio gli equilibri sociali e familiari, compromettendo anche il proprio stato di salute psicofisica.

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Foodporn: il fenomeno psicosociale che celebra il cibo alla stregua del porno

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Cosa si nasconde dietro la seduzione del cibo?

Ritrovarsi dinanzi a piatti esteticamente perfetti dal gusto eccelso è il sogno e la realtà che spesso prediligiamo, per il piacere di assaporare un qualcosa di inconfondibilmente emozionante. Il cibo diventa lussurioso, attraente, affascinante come un corpo nudo intriso di sensualità, capace di risvegliare tutti i sensi, al punto tale da essere investiti da sensazioni positive di appagamento. Celebrare dei piatti invitanti alla stregua del porno è ormai un nuovo fenomeno psicosociale, il cui binomio “cibo e sesso” viaggiano di pari passo. Il cibo costruito e posizionato ad arte permette di suscitare un desiderio simile a quello sessuale: di qui la parola foodporn. Non si vuole evocare solo un gusto, una sensazione ma si vuole creare una “impronta” nella nostra mente, che ci guidi verso il piacere ritrovato alla vista di quel piatto. Tale ricordo pertanto, viene catturato come un quadro incantevole esposto nel più prestigioso museo, con la differenza che lo strumento utilizzato ptrend er farlo è la fotografia. In molti seguono e credono in questo trend gioioso e goliardico, caratterizzato dalla mania di fotografare cibi bellissimi e golosi, il cui scopo è creare ad hoc situazioni sociali che lo supportino. Certo perché dietro una fotografia ritroviamo una storia legata al cibo immortalato. Si tratta di una storia vissuta o che sta per presentarci nuovi orizzonti, intrecci d’amore, di amicizie, in cui il cibo funge da collante. Dal punto di vista psicologico il cibo allora, diventa lo strumento che riaccende i sentimenti, i sensi ed è contemporaneamente portavoce culturale di retaggi storici, paesaggi pittoreschi, all’interno dei quali, la condivisione di una passione e di un piacere provato, collimano con il desiderio di assaporare qualcosa di buono. La scoperta perciò di scenari fotografici, esprime un nuovo andamento artistico e psicosociale denominato food star o “stella del cibo” all’interno dei vari socialQuesto è un atteggiamento tipico degli “amanti del cibo” i quali, una volta fuori casa possono sbizzarrirsi alla ricerca di locali, prediligendo pasti sinuosi e alla moda. E’ incredibile così notare, come le persone portino alla memoria la miriade di posti, sensazioni, viaggi ed emozioni mediante la condivisione di una fotografia, frutto dei piatti più cool del momento, quasi a dimostrazione del fatto che, abbiamo spesso bisogno di ricordare una determinata sensazione vissuta, per godere ancora di uno sprazzo di felicità.

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