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Il poliamore anche in Italia. Relazioni d’amore che si intrecciano con il consenso di tutti i partner

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La consapevolezza di condividere il proprio partner con altre persone si radica anche nel popolo italiano

Il poliamore è un fenomeno psicosociale nato negli Stati Uniti già da qualche decennio, che delinea la capacità degli individui di instaurare più relazioni contemporaneamente con il consenso di tutti i partner coinvolti. Basti pensare che nel 2009 le relazioni poliamorose erano più di cinquecentomila. Le caratteristiche che riguardano tali relazioni sono amore, onestà, sincerità. Questi cardini sono presenti in qualsiasi relazione d’amore monogama, la differenza sta nel fatto che quest’ultima è sorretta dalla volontà di legarsi ad una sola persona. In molti evidenziano, che professarsi poliamorosi significhi dare legittimità al tradimento; in realtà le persone poliamorose sono orientate alla “polifedeltà” ovvero, le relazioni d’amore e d’affetto sono ristrette ad una cerchia di persone. Tutti sono a conoscenza delle condivisioni sentimentali con i vari partner, i quali a loro volta potranno instaurarne altre. In Olanda, come in Brasile, ad esempio si celebrano le unioni civili tra più partner dal 2005, dando origine ai cosiddetti “matrimoni di gruppo” in cui tutti i membri di un gruppo sono “legati sentimentalmente e civilmente”. In Italia tale fenomeno sta prendendo forma, anche in assenza di unioni civili tra gruppi di persone e in presenza della Chiesa Cattolica. Si evidenzia con il tempo uno scenario in cui vi è una destrutturazione della famiglia tradizionale a favore della pluralità dei rapporti sessuali e sentimentali. Tutte le società occidentali si muovono verso il “poliamore” e l’Italia non è da meno, poiché l’evoluzione dei costumi e della cultura hanno dato origine ad un cambiamento di una società considerata “liquida” o veloce. Il diritto alla felicità ha cambiato orizzonte, in quanto fino a poco tempo fa era concepito come la condivisione dei valori della vita accanto ad una persona amata; attualmente, tale concetto è espresso da un trend sociale per cui “la vita è il succedersi di autentiche relazioni d’amore”, ovvero, una pluralità degli stili di vita già esistenti. In Italia come in molti stati del mondo, manca la formalizzazione di tale atto, al fine di non cadere nella ipocrisia esasperata. Una parte della monogamia viene sistematicamente distrutta dall’ombra del tradimento, da relazioni tortuose e fallimentari, all’interno delle quali non si ha il coraggio di affrontare la realtà, caratterizzata dal distacco sentimentale, per rifugiarsi illecitamente nel rapporto con un’altra persona. Spesso ci si chiede se il poliamore è una caratteristica di personalità o piuttosto della relazione e se cambia da una relazione all’altra. Attualmente si può sostenere che il poliamore è il frutto di una irruenta trasformazione culturale della società anche italiana, fatta di individui orientati all’ottenimento di bisogni futuristici, realizzabili in una società diversificata, plurale ed omogenea.

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Amore online: realtà o illusione?

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Scopriamo cosa succede quando il sentimento è virtuale

Disperazione, rabbia, odio, gelosia, rimorso, pentimento e amore sono la miriade di sentimenti che proviamo quotidianamente durante le nostre giornate non solo quando ci relazioniamo faccia a faccia con gli altri, ma anche quando siamo assorti e intrisi dalla realtà virtuale, che sempre più sta diventando un modus operandi della nostra vita. Potremmo avere un umore altalenante perchè non abbiamo ricevuto like a sufficienza su una foto; un twitt provocatorio può portare ad una feroce discussione; la contemplazione di una foto e i monologhi o i confronti in una chat privata, può avvicinarci così tanto ad una persona da indurre a conoscerla, frequentarla ed innamorarsi.  Allora questi sentimenti in tutte le loro sfaccettature fanno capolino e si traspongono anche in una dimensione intangibile in cui attraverso un pc e un cellulare abbiamo la possibilità di costruire una nuova identità, magari più forte, più irrascibile, più competitiva, ammaliante e dolce allo stesso tempo, insomma una nuova persona. Online ci trasformiamo in un ologramma con caratteristiche probabilmente diverse da quelle che possediamo nella realtà, per cui pur di sentirci amati, di piacere ed essere riconosciuti da una società fatta di regole seppur virtuali, rappresentiamo lo specchio del nostro alterego. Nel mondo sono tanti gli individui che si relazionano in modo virtuale ed in Italia come tanti Paesi europei il fenomeno è in evidente crescita, tanto da preoccupare una persona su 4 per accanimento o dipendenza da social. Tuttavia in molti hanno trovato l’amore e tanti altri solo illusioni e truffe, ma la cosa interessante è comprendere cosa spinga l’individuo ad accostare un sentimento così nobile e puro come quello dell’amore ad una fotografia, ad una voce, ad una chat pur non conoscendo fisicamente la persona con cui ci si relaziona. Dal punto di vista psicologico sappiamo che l‘amore non ha logiche è irrazionale, prorompente. Il motivo per cui ci si innamora on line è da accostare molto spesso alla solidudine, alla deindividuazione, alla rottura della routine. La mancanza di un incontro fisico porta alla carenza di informazioni; per tanto, la mente tende a compensare questo vuoto con dati raccolti durante l’arco della nostra vita. Solitamente in presenza di aspettative ed emozioni positive verso la persona con cui ci si rapporta on line, l’atteggiamento è quello di trasporre o proiettare le nostre sensazioni positive sulla stessa persona. Di conseguenza, pur provando frustrazione e solitudine, in situazioni in cui siamo empaticamente suscettibili come ad esempio, quando si cerca compagnia, l’atteggiamento sistematico è scoprire che tale individuo risulti essere ironico, divertente, interessante. Il vuoto informativo allora, viene bilanciato con tutte quelle caratteristiche di personalità che piacciono e che compensano le speranze. Alimentare le speranze diventa pericoloso nel momento in cui, i vuoti informativi non vengono con il tempo riempiti dalle informazioni reali e concrete. L’ancora di salvezza risulta a questo punto la vita reale, quella in cui l’incontro con la persona amata virtualmente, si concretizza. In questo modo, si potrà contemplare un percorso insieme fatto di impegni e progetti fattibili nel presente e nel fututo, in cui i vuoti informativi si destrutturano perchè non hanno più senso di esistere.

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La distanza di un amore: è giusto essere gelosi?

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Siamo lontani fisicamente ma vicini con il cuore: la nostra relazione dentro un pc

Costretti alla corsa lavorativa e a ritmi incalzanti della società, spesso siamo costretti ad organizzare spazi e tempi, lontani dai nostri affetti. Sempre più comune diventa l’esigenza di lavorare a chilometri di distanza da quello che è il nostro partner. New York, Miami, Singapore, Roma sono così facendo, il concentrato di persone che non hanno più il contatto fisico dell’altro; bisogna allora accontentarsi di gestire la propria relazione con le tecnologie dell’era contemporanea. Una tecnologia per certi versi amica perché ci permette di parlare, ascoltare, vedere in un video il beato amore. Il risvolto della medaglia riguarda la gestione delle dinamiche psicologiche che si vengono  a creare a causa della mancanza della persona con la quale abbiamo un legame. Come per magia tutto somiglia ad un trucco illusionistico, è sufficiente collegarsi a skype, a facebook, fare una video chiamata che nell’immediatezza si visualizza quel volto,  quel  sorriso di cui tanto abbiamo bisogno. Ma proprio come in un trucco la realtà è ben diversa, in quanto, è necessario fare i conti con il bagaglio di intoppi, omissioni, scarnificazioni, ossessioni, e chiarificazioni comunicative a cui spesso si incorre quando si intraprende una relazione di questo tipo. La gestione di una buona comunicazione non è solo l’unico fantasma che si aggira attorno a tale legame; vi sono altri tasselli da scoprire quali la fiducia, la sincerità, la gelosia. Questi cardini fondamentali sono e saranno sempre presenti anche in una relazione non a distanza; di sicuro però, assumono un peso diverso quando il partner con cui ci si confronta non è dinanzi a noi e non lo viviamo in pienezza. Proprio perché lontani, a volte si evitano chiarimenti che possono indurre a discussioni, litigi, a silenzi. Tuttavia può manifestarsi anche il contrario: tutto è motivo fondamentale per instillare un ragionevole dubbio nella nostra mente, per cui il controllo, l’ossessione, la possessione, la gelosia affiorano. La distanza di un amore è il nuovo “core” delle relazioni contemporanee, si vive lontani ma con il cuore si ha l’esigenza e la volontà di essere vicini. Essere sostituiti da qualcun altro è il maggiore timore di chi vive una relazione in lontananza; tale paura può evolvere e trasformare la “normale gelosia” in ossessione. La gelosia nel grado di manifestazione equilibrata, non genera problematiche all’interno delle relazioni; le complicazioni sorgono quando diventa patologica, vale a dire, nel momento in cui  nasce da ansie che non hanno un riscontro oggettivo con la realtà. Allora le reazioni alla gelosia corrispondono al controllo compulsivo su qualsiasi azione del partner, con le dovute punizioni e allontanamenti. La gelosia entra in scena nei contesti degli amori a distanza, attraverso modalità di azioni e reazioni subdole e complicate. Nella rete nulla è controllabile, soprattutto le identità e le relazioni sociali. Proprio a causa di questa incontrollabilità le persone gelose nella vita reale, continuano ad esserlo anche on line all’interno dei rapporti sociali che si sono costruiti, passando da atteggiamenti ossessivi a paranoidi. È sufficiente un like, una foto sbagliata o di troppo, a scatenare la paura di essere sostituiti dalla persona amata. Allo stesso tempo anche chi possiede una “gelosia normale” nelle relazioni quotidiane, può sviluppare gelosia all’interno del web, poiché, l’insicurezza causata dal non poter gestire fisicamente e in tempo reale la relazione, sfocia in timore di essere abbandonati, allontanati e sostituiti facilmente. I social network sono il portavoce del frutto marcio della gelosia patologica. E’ giusto quindi essere gelosi in una relazione a distanza? Dal punto di vista psicologico sappiamo che l’essere gelosi e paranoici senza un riscontro oggettivo e motivato, induce le persone alla cosiddetta “profezia che si auto adempie”, vale a dire, che i timori di perdere l’altro si avverano. Le persone dinanzi a situazioni di controllo, ostilità, immaturità, dipendenza affettiva e gelosia morbosa scappano dai legami, perché reputati ossessivi e patologici ma soprattutto nocivi per la relazione creatasi e per se stessi. Quello che alla fine si cerca e si vuole è “essere amati in modo incondizionato” in una relazione di scambio seppur a distanza, fatta di confronti, di fiducia e di lealtà, un obiettivo difficile da raggiungere per molte personalità.

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