Privacy Policy
close

equilibri sociali

Love & FriendshipNews

Faccio sesso virtuale e lo prediligo al sesso reale

faccio_sessovirtuale_lo_prediligo_al_sesso_reale

Quando il cybersex sostituisce l’incontro reale

Attoniti e profondamente attaccati dagli stimoli virtuali assistiamo inermi all’evolversi di fenomeni psicosociali che cambiano e affinano in qualche modo i nostri sensi, le emozioni e anche i comportamenti relativi lo stile di vita che ci caratterizza. Quelli che fino a cinque anni fa erano reputati dalla società in cui ci relazioniamo dei “grandi tabù”, oggi sono stati superati. E quando si infrange un tabù ci si avvicina repentinamente ad un altro tabù, il quale più che essere un paradosso diventa una realtà. Il sesso nelle sue forme e sfaccettature è sempre stato un grande tabù. Può allora il sesso virtuale essere sostituito e preferito al sesso reale? Intrisi dagli scenari futuribili dello spazio virtuale, la fantasia dell’individuo infrange la realtà: il sesso virtuale, non è più un sogno, un desiderio, un’attesa poiché ormai si possono congiungere gli stimoli visivi a quelli tattili. Diventa una vera e propria “esperienza immersiva”, ovvero, mille volte più emozionante, stuzzicante ed entusiasmante di una esperienza addirittura reale, in quanto, gli utenti interagiscono con il partner scelto come e quando vogliono, all’interno di uno spazio virtuale ed ologrammato. Sono molti coloro che prediligono il cybersex o sesso virtuale, perché l’obiettivo è l’induzione di sensazioni positive immediate che si evolvono dalla passione in seduzione. È importante la condivisione di uno spazio intangibile in cui tutte le volte in cui gli individui vogliono divertirsi, possono farlo calandosi in giochi di ruolo pluridimensionale, il cui potere risiede nello sperimentare il sesso nelle sue sfaccettature con un sapore diverso da quello reale. Ormai il passaggio dal sesso davanti ad una webcam a “esperienze immersive” è consolidato. L’uso dei social network  e siti sviluppati ad hoc per il sesso, porta ad una condivisione facile di testi sessuali, immagini o video porno di supporto, che invogliano ad una dipendenza da parte di uomini e donne del sesso in rete. È sufficiente una chat privata su facebook per aprire un mondo sconosciuto nel quale ci si presenta ad altri in vesti diverse. Ricevere una immagine hot o richiederla, è diventato un comportamento comune che corrisponde a normalità; si tratta di un nuovo modo di avvicinarsi ad uno sconosciuto, sviluppando un atteggiamento trasgressivo diverso da quello che solitamente si ha nella realtà. Un nuovo Sé, che non teme le sanzioni e giudizi sociali perché appunto virtuale, in cui scopo è il gioco erotico finalizzato per molti, non solo alla “esperienza immersiva sessuale on line” ma anche al “rimorchio” come attività ultima dell’incontro fisico. Solitamente gli individui che prediligono l’esperienza sessuale on line toccando la dipendenza, vogliono evadere dalla realtà e monotonia sperimentando emozioni virtuali eccitanti ed immediate. La costruzione di una nuova identità on line facilita gli incontri, poiché vengono abbattute e filtrate le barriere del giudizio da parte degli altri, i quali sono solo degli sconosciuti. In questo contesto la timidezza e la chiusura sociale ad esempio, non vengono percepite e messe al vaglio da una società dura e complessa. La difficoltà ad instaurare relazioni sociali reali non è solo un sintomo del “dipendente del cybersex”, ma viene inteso come un vero e proprio problema psicosociale in cui l’avvento delle nuove tecnologie che promuovono la fruizione di internet, orienta l’individuo sempre più all’isolamento sociale e alla minore condivisione di esperienze reali. Su Internet non ci si sente giudicati, si abbattono le barriere della morale e della vergogna a causa della impersonalizzazione delle emozioni e sentimenti. In un mondo in cui il sesso è alla portata di tutti dal momento che tutto è facilmente accessibile, preme ricordare che i dati stimati dei “dipendenti dal sesso on line” in Italia, divengono sempre più alti: il 76% della popolazione è rappresentato dagli uomini i quali trascorrono dalle 11 alle 35 ore a settimana dinanzi ad un monitor, connettendosi in rete anche durante le ore lavorative. Annullare le relazioni interpersonali, con ripercussioni negative in ambito sociale e lavorativo diviene in casi come questo la scelta diretta o indiretta di molti individui “malati di cybersex”, il cui risvolto della medaglia è sempre e comunque mettere a duro rischio gli equilibri sociali e familiari, compromettendo anche il proprio stato di salute psicofisica.

Continua...

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. More Information

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi