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Luxury time: non è mai abbastanza quello che ho!

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Il disagio delle generazioni moderne: desiderare e volere sempre di più

Non riusciamo a reggere il confronto con una generazione come quella moderna che chiede sempre più. Bambini e adolescenti in preda a crisi di panico perché non hanno il cellulare o l’Ipad di ultimo modello. Richieste su richieste ai genitori affinché anche gli indumenti siano esclusivamente griffati. È importante poi come step successivo all’età di soli sedici anni, ricevere una macchina elettrica e garantire il trasporto di se stessi e di qualche amico. Da non dire che sentirsi grandi, è sinonimo di popolarità, attraverso qualche ripresa video che ritragga un gruppo di adolescenti immaturi fumare una sigaretta e bere dei cocktail. Intrisi e bombardati da una società tecnologicamente avanzata, educhiamo e formiamo i nostri figli a ricevere e desiderare tutto quello che la televisione, i media e le più ardite pubblicità vogliono propinarci. Far parte del gruppo dei pari, d’altronde significa anche questo. Essere accettati diventa difficile nel caso in cui non si rispettano delle regole precise oppure, se non sei un “tipo all’avanguardia”, se non mostri di avere tutto ciò che ti passa per la testa. Questo è uno dei tempi più devastanti per le famiglie italiane ed europee, perché il consumismo pervade le nostre case e influenza psicologicamente le personalità di ogni individuo. Anche quando una famiglia medio borghese può permettersi di riconoscere e accontentare i desideri del proprio figlio, in realtà segna un percorso pericoloso. Alla prima richiesta probabilmente, farà seguito un’altra, il cui valore aggiunto non è di certo una necessità, ma semplicemente diventa un modo per connotarsi nella società e confrontarsi con i simili. Insomma tutto quello che si desidera e viene immediatamente acquistato corrispondono alla compensazione di un vuoto profondo, che la società in cui viviamo ci insegna a colmare. La società naturalmente è fatta di persone, mira all’individualismo, alla de-individuazione, alla correzione di una strada che non porti alla compensazione di bisogni reali, ma di bisogni cosìddetti secondari o di lusso. Siamo dinanzi al “Luxury time”, ovvero all’epoca che elogia il lusso e tutto ciò che lo celebra. I comportamenti degli individui pervasi ed immersi nel luxury time sono specifici e determinati:

  • Cercare e volere incondizionatamente tutto quello che può soddisfare il proprio Ego. Indipendentemente dalla disponibilità economica, si cerca disperatamente di soddisfare i propri desideri più strani e lussuosi, in un modo ossessivo e ardito. In condizioni economiche agiate si è soliti dilapidare il patrimonio attraverso l’acquisto e la sostituzione immediata dell’oggetto desiderato con un altro. In mancanza di denaro invece, si è disposti a racimolare denaro facendo di tutto. I comportamenti assunti infatti, possono essere anche pericolosi, in quanto, in alcuni casi, pur di ottenere quello che si desidera, si può fare del male agli altri e a se stessi;
  • Volere e possedere sempre di più è un atteggiamento che identifica in un gruppo, in grado di accettare l’altro non per quello che è o per la personalità che si ha, bensì in merito a quello che si possiede e si è capaci di avere;
  • Trovare sostegno e pubblicizzarsi attraverso i social network. I social diventano una vera e propria campagna pubblicitaria che mostra il tenore di vita condotto, piuttosto quello che in breve tempo si è stato in grado di ottenere attraverso ad esempio dei regali. La condivisione web di questi momenti “lussuosi” diventa il mood di una generazione che basa i propri concetti, su valori sostanzialmente materiali e rafforza l’identità e la personalità attraverso il consenso o meno dei propri follower sui social.

Ciò che risulta essere estremamente pericoloso è la bassa percezione del rischio che gli individui hanno, nel momento in cui vivono il “luxury time”. Il rischio non è inteso solo ed esclusivamente nella dipendenza materiale dovuta all’acquisto dell’oggetto, ma soprattutto a quei comportamenti e a quelle dinamiche che si sviluppano per ottenerlo. Si profila un vero e proprio disagio psicologico nel rincorrere ossessivamente un qualcosa che non si ha, e si è disposti a mettere in atto spesso strategie e atteggiamenti pericolosi destinati a schiacciare tutto e tutti, pur di godere egoisticamente di un “momento lussuoso”.

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Sono un infedele seriale: rivelazione di uno stile di vita emergente

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Il fedifrago: il mood del momento

Il fedifrago o semplicemente “l’infedele in amore” rientra ormai a far parte delle categorie reputate “mode del momento”. Non è sufficiente essere glamour, hi-tech dipendenti e fashion victim in questa società che mette a dura prova le volontà e le regole dell’individuo. Sempre più attratti e stimolati da informazioni che plasmano il nostro desiderio, l’essere “fedifraghi incalliti” è etichettato un vero e proprio stile di vita. Ciò significa che l’arte d’amare così come è stata descritta e raccontata dal celebre psicoanalista Erich Fromm nelle sue sfaccettature e nelle varie forme, abbia subito una metamorfosi straordinaria, al punto tale che essere infedeli, gestire e controllare più rapporti contemporaneamente è diventato un modo come un altro per giustificare se stessi. E’ questo il nuovo modo di concepire l’amore e legittimarlo? Nella realtà le cose sono molto più complicate e la scelta di essere fedifrago, non approda di certo all’isola felice della nuova forma d’amore, intesa come “la capacità di gestire più relazioni parallelamente dando il giusto peso e valore ad ognuno/a”. L’identikit del fedifrago uomo o donna che sia, riguarda il mentitore perfetto, un narcisista cronico; colui il quale è dedito alla propria immagine psicosociale, ma che necessita di continue conferme e approvazioni da parte degli altri. A tratti cinico, auto-centrato, con scarsa empatia. Attraverso sprazzi di sensibilità si avvicina agli altri sapendo di poter far soffrire, paventando arti di manipolabile seduzione. Solitamente il fedifrago soffre di paranoie amorose poiché trasferisce le gelosie possessive che lo ossessionano sul proprio partner; infatti, il pensiero impellente del ”tradisco io, puoi farlo anche tu” è il dubbio costante che lo tormenta. Tali fissazioni allora dimostrano che questi non viva proprio “sogni tranquilli”. Probabilmente gestire più relazioni contemporaneamente, può portare, non solo a soddisfare le pulsioni sessuali, a rompere la monotonia e tranquillità, a cercare nuove emozioni e sensazioni, ma soprattutto ad una dose abbastanza elevata di stress e ansia. Ad esempio, l’ansia d’abbandono è una circostanza di cui il fedifrago soffre e si tormenta spesso, perché è giusto che sia solo lui/lei ad abbandonare o lasciare il partner e non il contrario, scegliendo le condizioni considerate ottimali per le proprie necessità. Dal punto di vista psicosociale, lo stile di vita che assume il fedifrago è supportato dalla costruzione compensatoria di vite parallele, altisonanti, ricche di emozioni che spesso non sono solo positive ma soprattutto negative; pertanto, la scoperta del tradimento porta ad un fortissimo abbattimento dell’autostima su cui è strutturata la sua personalità. La constatazione che emerge in chiave psicologica è orientata al fatto che le persone dedite ad intraprendere questo viaggio relazionale e sessuale, concepiscano la routine emozionale come un serio problema, un appiattimento dei sentimenti, motivo per cui sono sistematicamente alla ricerca di sensazioni frutto di rapporti distorti con altri, la cui finalità è compensare esclusivamente le proprie fragilità e insicurezze. Considerarsi un fedifrago, significa essere consapevole del fatto che non si voglia chiudere definitivamente con questo stile di vita, perché sentirsi amati, considerati in molte relazioni è l’arma vincente per compensare i sentimenti interiori di inutilità e smarrimento, al punto tale che rimpinguare il proprio Ego e la propria autostima a discapito di chi li circonda, purtroppo, diventa l’unico modo consapevole di gestire i rapporti psicosociali.

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