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Il fenomeno Trump: la vittoria di una comunicazione efficace

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Le caratteristiche comunicative del nuovo presidente degli USA

Donald Trump è il nuovo presidente degli Usa. Pur essendo stato criticato apertamente, in realtà questi risulta essere il vincitore per i cittadini americani, di una campagna di comunicazione efficace e convincente.

Quali sono le caratteristiche di successo nella comunicazione di Trump?

  1. Trump sponsorizza se stesso perché è un brand. Il suo potere mediatico è forte e prorompente; posta se stesso in modo coerente e senza freni inibitori. La sua è la campagna della comunicazione scorretta attuata volontariamente per attirare l’attenzione di fasce di pubblico differente;
  2. Coinvolge emotivamente il pubblico, parlando in modo diretto e semplice. Trump ripudia la complessità. È solito utilizzare una retorica “semplificativa” che evidenzia un gergo molto familiare ed evita i nessi causali a scopo manipolatorio, in quanto non ha necessità di convincere l’elettorato. Questi, ad esempio reputa che il problema dell’immigrazioni di clandestini provenienti dal Messico possa essere affrontato mediante la costruzione di un muro sul confine geografico Messico-USA. Pertanto,  Trump evita volontariamente di spiegare i risvolti politici e territoriali legati a questa scelta,  perché non reputati indispensabili in quel momento.
  3. Ripetizione sistematica di determinate parole. Tale ripetizione non solo favorisce dei meccanismi di familiarità nella comprensione dei concetti, ma è capace di creare un framing, ovvero un accostamento negativo legato in questo caso ad un personaggio pubblico e rivale quale Hillary Clinton definita più volte “Crooked”, o semplicemente “corrotta”. Attraverso questa definizione ripetuta sistematicamente ha creato sui social e nella mente degli elettori una immagine negativa riconoscibile e attribuibile espressamente a Hillary.
  4. Utilizzo strategico di alcune termini. L’accostamento delle parole, soprattutto di sostantivi e aggettivi è prodotto per generare luoghi comuni di percezione negativa. Questo è il modo più diretto per instillare negli elettori un preconcetto o un concetto veicolato. Trump è solito associare la parola “terrorista” a “islamico” creando quindi, una percezione generalista dell’essere islamico e soprattutto negativa.
  5. Emana messaggi unificanti al fine di promuovere la costruzione di una nuova America. Il suo intento è quello di svecchiare le classi politiche che da anni risiedono nei partiti, per dare spazio a delle nuove menti, cacciando cioè estabilishment e riportando i bravi ragazzi al potere.

I cittadini Americani, a quanto pare hanno deciso di votarlo, di dargli credito,  di appoggiarlo poiché a quanto pare rispetto ad Hillary, questi è risultato durante tutta la campagna elettorale “diretto, prorompente e non contraddittorio nelle scelte esposte”.

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Cattiva comunicazione e divorzio: il binomio perfetto!

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I cinque aspetti della comunicazione che portano alla rottura della coppia

La comunicazione è essenziale nei rapporti umani. A causa di una cattiva gestione della stessa molte coppie si allontanano, sino a prendere decisioni importanti quali l’allontanamento e la rottura del rapporto stesso. La crisi nei rapporti consolidati, può essere considerata motivo di crescita personale e cambiamento, solo nel caso in cui entrambi i partner stabiliscono una comunicazione efficace, volta alla comprensione dei punti di criticità che inficiano sulla relazione.

Quali sono gli aspetti della comunicazione che portano allo sgretolamento del rapporto?

  1. La comunicazione unidirezionale. Parlare e rendersi conto di non raggiungere nessun cambiamento, confronto o chiarimento è stressante per la gestione della coppia. In modo particolare, quando ci si accorge che la comunicazione è unidirezionale ovvero, viene esercitata solo da uno dei due partner, si comprende che evidentemente gli sforzi effettuati e le energie investite non sono sufficienti, poiché, dall’altra parte non c’è interesse a sufficienza per stabilire un confronto;
  2. Comunicazione inefficace e poco chiara. Nella coppia è fondamentale stabilire intesa, complicità e ciò può avvenire in presenza di un requisito fondamentale, quale, la messa in gioco dei partner. Nei momenti di criticità quello che conta è stabilire un contatto efficace, ovvero fatto di parole che promuovano sintonia, empatia, ascolto attivo, al fine di ottenere un beneficio e un cambiamento costruttivo;
  3. Il non rispetto della turnazione del parlante. Nella coppia i ruoli che si ricoprono sono incredibilmente essenziali per stabilire chi tra i partner è particolarmente dominante o assertivo rispetto all’altro. Solitamente tali ruoli, vengono trasposti soprattutto durante la comunicazione, al punto tale che si tende a calpestare o non rispettare la gestioni di argomentazioni che potrebbero chiarire alcune situazioni. Il partner quindi, che assume un ruolo dominante nella coppia sarà predisposto a dare poco spazio all’interlocutore durante le varie argomentazioni e discussioni in corso. Il risultato è frustrazione e nervosismo sistematico;
  4. L’assenza di ascolto attivo. La conseguenza di tutti i punti precedentemente delineati è la totale chiusura all’ascolto. Il frutto di una relazione poco comunicativa è l’incapacità di ascoltare ed elaborare sensazioni, parole e messaggi reputati importanti per l’interlocutore o il partner. Ascoltare attivamente le parole di chi cerca la nostra attenzione e confronto, significa vedere la situazioni con occhi differenti, calandosi nella parte dell’atro. L’attivazione dei sentimenti positivi può emergere solo in presenza si una totale attenzione verso il partner;
  5. L’esplosione della comunicazione in comportamenti aggressivi e di distacco. I continui litigi, la rabbia esercitata e lo stress accumulato, portano all’emersione di comportamenti aggressivi o di distacco l’uno dall’altra. La frustrazione dettata dall’incapacità di comprendersi, associata alle prese di posizione incentrate solo ed esclusivamente sulle proprie idee ed opinioni, esclude automaticamente il partner dalla propria vita. L’aggressività manifestata è fautrice di inflessibilità, rigidità comportamentale nel rapporto.

Lavorare sugli aspetti delineati consente di aprire una strada, volta ad un iniziale cambiamento costruttivo nella vita di coppia, in cui la comunicazione è uno dei cardini principali per la salvaguardia del rapporto.

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La bomba atomica della comunicazione: quando una critica costruttiva diventa distruttiva?

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I 5 principi che mutano la comunicazione da costruttiva a distruttiva

Parlare, ridere, urlare, piangere, osservare sono le mille sfaccettature della comunicazione. Ci relazioniamo in tanti modi, ci confrontiamo, ci isoliamo, vogliamo essere compresi, speriamo spesso di esserci espressi nel giusto modo, temiamo di essere giudicati in merito a quello che diciamo e facciamo. La comunicazione è così importante che addirittura il silenzio può essere interpretato in tanti modi. La bomba atomica della comunicazione è la capacità dell’uomo di trasformare una critica costruttiva in distruttiva. Effettuare una critica significa sviluppare il proprio punto di vista al fine di suscitare nell’altro una riflessione. La critica costruttiva è un’ abilità comunicativa che permette di esporre le proprie idee rispettando i pensieri e i sentimenti dell’altro. Quest’ultimo aspetto spesso è di difficile attuazione, poiché in preda a sentimenti di rabbia, rancore, tristezza si tende ad alimentare un confronto negativo e distruttivo. Ci sono 5 principi che mutano una conversazione costruttiva in distruttiva. Tra questi ricordiamo:

  1. La capacità di allontanarsi dall’ascolto attivo tanto da chiudersi mentalmente su pensieri autocentrati. Ascoltare attivamente, significa elaborare il messaggio dell’interlocutore al punto da calarsi nella sua situazione per una maggiore comprensione di ciò che prova. Spesso si abbandona tale capacità in quanto, troppo presi dalle proprie opinioni e punti di vista. In questo momento della comunicazione verbale si smette di ascoltare l’altro e si ritiene che le proprie idee sono più importanti di qualsiasi altra cosa e persona, assoggettando la conversazione.
  2. L’essere assertivi con gli altri muta in un atteggiamento offensivo ed aggressivo. Nel momento in cui ci si sente colpiti in un confronto verbale, può succedere di abbandonare la possibilità di essere chiari ed efficaci nell’esprimere una opinione. La reazione comune è sostituire tale comportamento con un altro meno funzionale, ovvero offensivo ed aggressivo alzando i meccanismi di difesa;
  3. Qualsiasi esempio e situazione venga espressa dall’interlocutore, anziché condurre ad una riflessione funzionale, porta ad un abbattimento dell’autostima. Ci si sente messi in discussione e colpiti costantemente al punto da sviluppare pensieri paranoici. La conversazione assume una conduzione difensiva;
  4. Dinanzi ai dati di fatto in cui l’interlocutore orienta ad una presa di coscienza della critica, l’atteggiamento comune non è l’assunzione di responsabilità, ma colpevolizzare gli altri. Si tratta di individui che sviluppano il locus of control esterno, all’interno del quale la causa degli eventi è da attribuire non a se stessi ma all’esterno o agli altri. Nel caso specifico di una critica costruttiva, il senso che essa può dare non conduce di certo ad una riflessione da effettuare sulla propria persona, ma è diretta semplicemente verso gli altri, poiché l’atteggiamento attuato si reputa giusto e non discutibile;
  5. Respingere l’empatia a favore del distacco, freddezza emozionale e cinismo. Non immedesimarsi nella situazione che l’interlocutore descrive, porta a sviluppare la vasta gamma si sentimenti negativi a discapito di se stessi e degli altri all’interno della comunicazione.

Nei ruoli che ricopriamo come genitori, figli, dipendenti, manager dobbiamo essere in grado di rapportarci agli altri, in modo da essere compresi; lo sforzo più grande è essere chiari, non sfociare in conversazioni aggressive, pensieri impulsivi, non colpevolizzarsi, colpevolizzare e quindi sperare di essere assertivi ed empatici.

 

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