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Gestire le relazioni astiose è il più grande lavoro che si possa compiere su se stessi 

Le arruffate in ufficio, fatte di piccoli o grandi battibecchi sono esperienze che spesso ci troviamo a vivere e a gestire in modo diretto o indiretto. Essere i protagonisti di un litigio naturalmente non è cosa buona e giusta, ma purtroppo caduti nella trappola del collega competitivo, rancoroso, nervoso e arcigno dobbiamo fronteggiarlo.

Spesso ci chiediamo se a maleducazione sia giusto rispondere con maleducazione, ovvero, se dopo mille provocazioni valga la pena rispondere, oppure cadere nel silenzio per non alimentare le incomprensioni. Magari poi ci si rende conto che tutto ciò che di sorprendente c’è, permane liberamente all’interno di un clima d’ufficio, in cui oltre a non esserci una comunicazione efficace vi è anche un totale lassismo dei comportamenti più avulsi. Effettivamente il clima lavorativo è fondamentale per comprendere la struttura del gruppo di lavoro e la qualità dei rapporti. Nei casi in cui, molti comportamenti di disfunzionalità lavorativa e di gruppo siano tollerati e vengano addirittura esplicitati, un grave problema si cela nelle relazioni lavorative e soprattutto nella gestione di esse.La maggior parte delle persone che lavorano in un’azienda condividono o subiscono almeno in parte esperienze lavorative discriminatorie, di mobbing, di prevaricazione e la meritocrazia sappiamo che ha un posto sempre minore in queste realtà. Dal momento che tutto ciò, rientra a far parte di un assunto tacito condiviso anche ad alti livelli, quello che necessariamente bisogna fare, è comprendere in primo luogo il ruolo che si ricopre in azienda. Solitamente in azienda si ricoprono più ruoli,ad esempio con i clienti ci si rapporta diversamente che con il proprio capo. Sapere come ci si “relaziona in contesti diversi” è un traguardo fondamentale che permette di scindere realtà lavorative e sociali altrettanto differenti, in cui fine è allenare la propria capacità di autocontrollo. Tale consapevolezza così ci dirige verso stili comunicativi differenti da far collimare alla propria personalità; saper modificare lo stile comunicativo a seconda del contesto in cui ci si relazione e alla propria personalità, consente di fronteggiare in modo bilanciato i conflitti e le situazioni di stress lavorativoL’arma vincente della comunicazione risiede in quegli aspetti reputati efficaci ed efficienti quali il saper ascoltare, riformulare in modo diverso frasi conflittuali, negoziare, tollerare, atteggiamenti questi che non si riescono ad attuare subito e in modo semplicistico. L’arte della comunicazione espressa in questi termini necessita di tempo, di dedizione, di cambiamento interiore, perché rapportarsi agli altri in modo adeguato soprattutto in ambito aziendale è il lavoro più difficile che si possa compiere; basti pensare che l’impatto psicologico è direttamente collegato al nostro benessere psicofisico. Mettersi in gioco per migliorare, nonostante le avversità lavorative e i nostri punti di criticità è l’unica grande vittoria di una mente intelligente e positiva.

Tags : arte della comunicazionebenessere psicofisicoimpatto psicologicolavoronegoziarerelazionirelazioni astiose
Dott.ssa Rossana De Crescenzo

The author Dott.ssa Rossana De Crescenzo

Psicologa del Lavoro, Formatrice Professionale, Orientatrice Scolastica e Professionale, esperta in Psicopatologia Forense, amministratrice del sito di consulenza on line www.psychojob.com

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