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Quando i genitori sono accecati dalla tecnologia

La tecnologia senza dubbio sta modificando il nostro approccio con la realtà, con le relazioni, con le persone. Diventa del tutto normale camminare per strada e attraversare guardando un cellulare, oppure fare la spesa interloquendo con un auricolare, tanto da risultare completamente alienati da tutto quello che ci circonda. Ciò che risulta interessante è notare mamme o papà accompagnare il proprio figlio a scuola e constatare che contemporaneamente conducono una conversazione privata attraverso il cellulare, senza dar peso a quegli attimi di condivisione con il bambino prima di una lunga giornata per tutti, proprio perché per motivi di lavoro, si ritroveranno otto o nove ore dopo. Fare una passeggiata al parco e con amarezza osservare, bambini imprigionati da se stessi, intenti a calciare una palla nel verde completamente soli, mentre il proprio papà è seduto ad una panchina a fissare un cellulare e a scrivere con bramosia. Mamme e papà costretti a lavorare quasi ininterrottamente dinanzi al computer da casa, perché al lavoro non si può rinunciare, trattandosi di sopravvivenza. Questi sono solo piccoli sprazzi di una vita comune su cui ognuno può riflettere, ritrovarsi o distaccarsi; si tratta di situazioni quotidiane che incalzano velocemente come comportamenti “normali” all’interno dei nuclei familiari. Allo stesso modo, sono molti gli adolescenti e i teenagers che lamentano una presenza assidua delle loro figure genitoriali su social, per motivi differenti che variano dal controllo verso i propri figli alla voglia di sperimentare nuove forme di relazionali virtuali. Ciò che crea inquietudine nei giovani, sono le reazioni a queste forme di controllo macchiavelliche sul web, da parte dei genitori e alla volontà di voler apparire da parte di alcuni di essi, pur essendo adulti e con famiglia. Le relazioni familiari vengono spesso aggravate da dinamiche complesse e litigiose proprio per motivi inerenti la condivisione di uno spazio virtuale, in cui si scoprono nuove realtà . Essere amico del proprio figlio su facebook, ad esempio, non comporta alcuna conflittualità, nel caso in cui si ha una gestione matura del rapporto anche nella realtà. Fidarsi diviene una componente complicata soprattutto in fase adolescenziale o in presenza di un genitore narcisista e dominante nella gestione del rapporto. I risvolti psicologici da tale punto di vista sono a tratti distruttivi e variano dalla rabbia all’odio, ritroviamo ancora l’opposizione, la chiusura verso se stessi, sino al distacco dalla realtà. La gestione di un rapporto sano nel proprio nucleo familiare è eretto dalla condivisione di momenti ed esperienze, che portano a costruire la relazione genitori-figli e a consolidarla. A causa del lavoro, del poco tempo a disposizione si tende a limitare gli spazi dedicati alla famiglia e a non edificare sin dal principio, attività ricreative e ludiche con i propri figli; tali attività sono portatrici di una sperimentazione continua dell’amore e dell’attaccamento verso le persone più importanti. La fiducia va coltivata con il tempo, come il fiore più delicato al mondo e necessita di tutela sempre, in quanto, essa rappresenta insieme all’amore, la fortezza di un legame profondo e autentico come quello che nasce e si sviluppa all’interno del nucleo familiare.

 

Tags : amorebarfiduciafigure genitorialinucleo familiarerapporto sanorelazioni virtuali
Dott.ssa Rossana De Crescenzo

The author Dott.ssa Rossana De Crescenzo

Psicologa del Lavoro, Formatrice Professionale, Orientatrice Scolastica e Professionale, esperta in Psicopatologia Forense, amministratrice del sito di consulenza on line www.psychojob.com

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