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Quando il tradimento è nel cyberspazio

Spesso assistiamo ad intrighi, misteri e bufere sui social network, in cui capillarmente donne litigano per contendersi un uomo; gli uomini a loro volta rispondono irrigiditi con picchi di testosterone parlante, manifestando la propria mascolinità per proteggere e marcare il territorio intorno ad una donna. Il teatro dell’assurdo ha inizio quando la parte offesa minaccia ripetutamente l’altro, rimarcando la vendetta attraverso una confessione sconvolgente: il tradimento on line. Ormai lo scambio di messaggi d’amore, di foto più o meno hot, di link che riportano ad una pagina condivisa all’interno della quale poter chattare e confrontarsi meglio, sono per alcuni, i cardini della quotidianità. Il siparietto cala, nel momento in cui si scopre l’inverosimile: “ il proprio partner intrattiene una storia on line con una altra donna”. Può essere reputato tradimento tutto ciò che si limita a messaggi, flirt e coccole virtuali? Il fatto stesso che uno dei partner si intrattenga con una altra persona mediante la condivisione di frasi, post e foto in modo virtuale, alimenta diffidenza, rabbia e gelosia. In mancanza o in presenza di un incontro reale tra i due, l’assenza di informazione e i dubbi che si sviluppano per comprendere la veridicità di tale affinità, fa si che il partner tradito rimanga intrappolato in un limbo fatto di menzogne, false promesse e assenze comunicazionali. Naturalmente quando l’incontro tra gli amanti ha avuto esito, il tradimento oltre ad essere mentale è anche carnale e la carnalità raramente viene perdonata; in caso di perdono i tempi per ristabilire un rapporto di fiducia sono lunghi e spesso dolorosi. Nel momento in cui il flirt è circoscritto nello spazio virtuale, contemplare un perdono ed un avvicinamento verso il traditore diventa per certi aspetti ancora più complicato. La persona tradita cerca di dare un nome, una identità all’amante; quest’ultima non avendo una dimensione fisica ma solo virtuale, scompare e riappare come e quando vuole. Tale situazione genera un non controllo di fatti e correlazioni di eventi che facciano comprendere l’entità del tradimento. Ciò che risulta interessante, seppur in un asse non tangibile come quello del cyberspazio è che gli uomini e le donne si sentano allo stesso modo traditi. La motivazione è da ricercare nel fatto che i valori e le certezze nella relazione di coppia, vengono meno al solo pensiero che il proprio partner possa aver diretto l’attenzione ad altro individuo , in modo sistematico con frasi esclusive. L’unicità della relazione fa la differenza. Sentirsi unici per qualcuno dimostra la capacità dell’uomo e della donna di differenziarsi dagli altri, mediante una relazione privilegiata, caratterizzata da un investimento di energia e progettuale particolare; vale a dire, destinato alla persona a cui si è legati ed innamorati. Scoprire che tale relazione non è più esclusiva e che risulti minacciata e minata da un’altra persona, sviluppa nell’altro la persistenza di sentimenti di odio, rabbia, sfiducia legati alla reazione del tradimento. L’utilizzo di internet e dei social ha predisposto le persone più che mai alla ricerca di rapporti denominati ”light”, ovvero leggeri e facilmente sostituibili a discapito dei legami costruiti nella vita reale. Il tradimento anche se virtuale, diventa l’occasione giusta per evadere dagli schemi mentali e rendere l’individuo un oggetto intercambiabile nel tempo. Al giorno d’oggi la rete non è una fortezza psicologica, per tanto, se non si ha una personalità solida e propensa a mantenere i rapporti stabili e leali nel tempo, spesso il virtuale si rivela una trappola in cui è sempre più difficile trovare una via d’uscita. 

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Dott.ssa Rossana De Crescenzo

The author Dott.ssa Rossana De Crescenzo

Psicologa del Lavoro, Formatrice Professionale, Orientatrice Scolastica e Professionale, esperta in Psicopatologia Forense, amministratrice del sito di consulenza on line www.psychojob.com

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