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Novembre 2016

Art & FashionFlash NewsLove & FriendshipNews

Addio al nubilato: i 3 aspetti che fanno di una festa un disastro

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Addio al nubilato con divertimento senza stress e incomprensioni

La festa dell’addio al nubilato è uno degli eventi molto attesi e ricco di emozioni prima del matrimonio. Eppure nella consuetudine organizzativa può succedere di trovarsi intrappolati in gruppi whatsapp, pagine di facebook  create ad hoc o semplicemente vedersi catapultati con stupore, nella lettura di articoli che evidenzino idee, location e regali scelti per rendere più frizzante il clima della  festa. Immaginate tante donne messe insieme, che cercano di creare nel miglior modo possibile un  “addio al nubilato” stupefacente e divertente. Il frutto di queste argute conversazioni può evidenziare creatività, spazi di condivisione, conoscenza reciproca, oppure semplicemente può essere un modo per far emergere la propria personalità, il proprio ego, monopolizzando le scelte del gruppo e creare stress nei partecipanti. Le incomprensioni trapelano, insomma la competizione femminile può nascere anche in tali casi  e può tramutarsi in una situazione spiacevole e stressante, soprattutto quando si perde di vista il vero scopo della festa. L’aspetto interessante si ritrova quando, si “sottovalutano” e si “dimenticano ” le esigenze, le necessità e le volontà della futura sposa. Naturalmente tutto ciò, di rado viene palesato nel gruppo di amici, perché ognuno sostiene di conoscere a sufficienza la “protagonista della festa”  e quindi di poter dare un contributo.

A tale proposito sono stati individuati 3 aspetti che rendono un addio al nubilato un vero e proprio disastro:

  1. Creare ambienti aggregativi disfunzionali all’evento. Solitamente si tende a creare dei gruppi conoscitivi o “aggregativi” a sostegno dell’evento. Tali gruppi nella maggior parte dei casi sono costituiti da persone che si conoscono solo in parte, quindi si stabilisce una “convivenza forzata” seppur virtuale sino alla data dell’evento. In questo ambiente virtuale o reale le persone leggono, condividono o disapprovano le scelte; in modo particolare la disfunzionalità del gruppo si osserva tendenzialmente in presenza di membri, che in veste di leader pensano di “organizzare tutto nel minimo dettaglio”. Tale atteggiamento può lasciar poco spazio agli altri nella pronuncia delle scelte, oppure pone gli altri in una condizione “forzata di accettazione” poiché il leader è quella persona che si suppone conosca bene la sposa, per cui si ripone automaticamente fiducia;
  2. La presenza di un leader creativo. Durante questi eventi, emerge sempre con maggiore chiarezza l’amica o l’amico creativo che mette alla luce le idee più disparate, su come divertirsi e fare in modo che la festa sia un vero successo. La creatività se utilizzata e canalizzata nel giusto modo può essere accettata e condivisa, ma a volte la leader creativa deve fare i conti con la realtà e capire, soprattutto in questi eventi, se l’idea presentata più che essere considerata” creativa”,  in verità non sia solo ed unicamente “bizzarra” o “imbarazzante”. È il caso dei giochi di ruolo sottoposti alla futura sposa, oppure dei regali “hot” che quest’ultima dovrà indossare, mostrando una spettacolarizzazione femminile della quale non sempre la protagonista concorda;
  3. Credere di conoscere bene la sposa. Questo è uno degli errori che più facilmente emerge nel gruppo di amici. Essere convinti di conoscere bene o abbastanza la protagonista della festa, significa dare per scontato che episodi, situazioni e sorprese possano piacere, quali ad esempio spogliarelli creati ad hoc e danza del ventre in un momento morto. In realtà pur in presenza di feedback dati dalla migliore amica o dalla leader del gruppo, cosa buona e giusta è comprendere ciò che piace alla futura sposa, in modo indiretto e con degli indizi. Ciò è fondamentale al fine di non progettare un evento fallimentare, che possa soddisfare le esigenze solo di alcuni del gruppo e non della sposa.

Tale aspetto è spesso sottovalutato perché “convinti di conoscere le preferenze della persona interessata”, al punto da decidere al suo posto l’andamento dell’addio al nubilato. Questo comportamento dimostra a volte come e quanto si è accecati da se stessi, dalla propria voglia di primeggiare, di evidenziare quello che si reputa più opportuno fare, non considerando variabili importanti quali, l’umore, i bisogni, le necessità e i desideri semplicemente reali della protagonista dell’evento, seppur in un ambiente goliardico e di festa. In questi casi allora può accadere che la festa si riveli un “flop” o non un vero successo, solo perché è venuta meno l’attenzione verso una comunicazione efficace a vantaggio di tutti, ma principalmente della futura sposa.

Dott.ssa Rossana De Crescenzo Psicologa del Lavoro, Formatrice Professionale, Orientatrice Scolastica e Professionale, esperta in Psicopatologia Forense, amministratrice del sito di consulenza on line www.tooup.com; www.eating.bio; www.psychojob.com

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Il fenomeno Trump: la vittoria di una comunicazione efficace

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Le caratteristiche comunicative del nuovo presidente degli USA

Donald Trump è il nuovo presidente degli Usa. Pur essendo stato criticato apertamente, in realtà questi risulta essere il vincitore per i cittadini americani, di una campagna di comunicazione efficace e convincente.

Quali sono le caratteristiche di successo nella comunicazione di Trump?

  1. Trump sponsorizza se stesso perché è un brand. Il suo potere mediatico è forte e prorompente; posta se stesso in modo coerente e senza freni inibitori. La sua è la campagna della comunicazione scorretta attuata volontariamente per attirare l’attenzione di fasce di pubblico differente;
  2. Coinvolge emotivamente il pubblico, parlando in modo diretto e semplice. Trump ripudia la complessità. È solito utilizzare una retorica “semplificativa” che evidenzia un gergo molto familiare ed evita i nessi causali a scopo manipolatorio, in quanto non ha necessità di convincere l’elettorato. Questi, ad esempio reputa che il problema dell’immigrazioni di clandestini provenienti dal Messico possa essere affrontato mediante la costruzione di un muro sul confine geografico Messico-USA. Pertanto,  Trump evita volontariamente di spiegare i risvolti politici e territoriali legati a questa scelta,  perché non reputati indispensabili in quel momento.
  3. Ripetizione sistematica di determinate parole. Tale ripetizione non solo favorisce dei meccanismi di familiarità nella comprensione dei concetti, ma è capace di creare un framing, ovvero un accostamento negativo legato in questo caso ad un personaggio pubblico e rivale quale Hillary Clinton definita più volte “Crooked”, o semplicemente “corrotta”. Attraverso questa definizione ripetuta sistematicamente ha creato sui social e nella mente degli elettori una immagine negativa riconoscibile e attribuibile espressamente a Hillary.
  4. Utilizzo strategico di alcune termini. L’accostamento delle parole, soprattutto di sostantivi e aggettivi è prodotto per generare luoghi comuni di percezione negativa. Questo è il modo più diretto per instillare negli elettori un preconcetto o un concetto veicolato. Trump è solito associare la parola “terrorista” a “islamico” creando quindi, una percezione generalista dell’essere islamico e soprattutto negativa.
  5. Emana messaggi unificanti al fine di promuovere la costruzione di una nuova America. Il suo intento è quello di svecchiare le classi politiche che da anni risiedono nei partiti, per dare spazio a delle nuove menti, cacciando cioè estabilishment e riportando i bravi ragazzi al potere.

I cittadini Americani, a quanto pare hanno deciso di votarlo, di dargli credito,  di appoggiarlo poiché a quanto pare rispetto ad Hillary, questi è risultato durante tutta la campagna elettorale “diretto, prorompente e non contraddittorio nelle scelte esposte”.

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Gli ecosessuali: fare l’amore con la natura

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I 4 aspetti che caratterizzano gli ecosessuali

Non è solo un trend emergente l’ecosessualità è un mood praticato da centomila persone nel 2016. La terra è intesa non più come una madre che ci accoglie, bensì come un’amante a tutti gli effetti da coinvolgere nei rapporti. Tale pratica nasce con lo scopo di proteggere la terra, di rispettarla, salvarla, al punto tale da essere parte integrante del proprio circolo amoroso.  L’idea rivoluzionaria di concepire il sesso rispettoso della e nella natura, nasce nel 2010 mediante la promozione dell’evento Ecosex Symposium a San Francisco.

Il messaggio evidenziato è quello di difendere la terra nella sua interezza, osservandola in un ottica più affascinante come quella del sesso.

Quali sono gli aspetti che caratterizzano gli ecosessuali?

  1. La terra è concepita come erotismo ed eccitazione. Di qui l’identificazione di una spiaggia ove si educano gli uomini e le donne all’ecosessualità. È fondamentale la fusione del sesso e dell’ecologia, ma soprattutto vige  l’abolizione di qualsiasi barriera architettonica e strumenti che possano vincolare l’interazione con la natura, quali ad esempio i letti;
  2. Utilizzo di prodotti solo ecosostenibili. Sex toys in legno, condom green e materiale riciclabile possono essere utilizzati a supporto del piacere e a difesa dell’ambiente;
  3. Intrattenere rapporti sessuali con la terra. E’ un atteggiamento sessuale volto al raggiungimento del piacere, praticato per sentirsi parte integrante con la natura.
  4. Dissolvere le barriere tra le specie. L’intento formulato per consolidare quest’ultimo principio è stato effettuato mediante l’esperienza dell’Ecosexual Bathhouse in Australia.  Dopo tale evento c’è stato un amplio incremento di individui ecosessuali.

L’ecosessualità oltre ad essere una pratica in difesa della natura è molto spesso discussa, criticata, contestata, contrastata, ma soprattutto è reputata da coloro i quali ne sono i sostenitori, l’unico punto di contatto genuino e spontaneo da parte dell’uomo,  di immergersi in essa attraverso l’amore.

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I tre segnali di allarme del comportamento deviato verso gli animali

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Quali sono gli atti che identificano un probabile serial killer?

Dopo l’accaduto della morte del cane Angelo, documentato in tv dal programma delle Iene, le riflessioni sugli atti di malvagità nei confronti degli animali sono state sempre più numerose. Quello che risulta inquietante è la stretta connessione che ci può essere tra le componenti che portano ad un comportamento deviato nei confronti degli animali e quelle che identificano un probabile serial killer. La violenza esercitata nei confronti degli animali può essere alimentata da abusi e disturbi mentali presentatisi durante l’infanzia. Questi comportamenti sono identificati come “atti intenzionali di tortura e crudeltà” e sono messi in atto da individui con problematiche sessuali o disturbi psicologici della personalità. Attraverso lo studio del profilo dei serial killer si evidenzia che i primi atti di violenza abbiano proprio inizio durante l’infanzia, con una sequenza di comportamenti che si riscontrano anche negli stupratori e serial killer. Questo significa che tali comportamenti deviati se non corretti nel giusto modo possono portare ad atteggiamenti antisociali e disturbi psicologici gravi, tali da prospettare un futuro serial killer. Non a caso molti stupratori e serial killer spesso nella loro infanzia hanno esercitato il bisogno di far del male proprio sugli animali.  I comportamenti abusanti e violenti sugli animali possono variare, e risultano ben diversi dalla semplice curiosità di un bambino di 3 anni nel tirare la coda ad un gatto, rispetto alle  gravi torture inflitte da un bambino di sei anni su di un gatto, come ad esempio dargli fuoco. Secondo una indagine scolastica del 2014 condotta all’interno delle scuole medie  in molte regioni d’Italia, su di un campione di 1500 studenti, il 14, 4% dei ragazzi preadolescenti ha commesso maltrattamenti sugli animali. Inoltre il 4% ha assistito ad atti potenzialmente cruenti, di cui il 3,7%, condotti da familiari, bambini o adolescenti e il 12,2% esercitati esclusivamente da familiari adulti.

Nei serial killer, pertanto si osservano in fase adolescenziale, dei comportamenti comuni che identificano per l’appunto un atteggiamento deviato che potrebbe portare alla crescita di un uomo aggressivo, violento e pericoloso. Tra questi ricordiamo:

  1. La triade dell’omicidio o di McDonald. Così denominata in quanto si presenta mediante caratteristiche particolari concomitanti tra loro, ovvero l’enuresi persistente, la piromania e la crudeltà verso gli animali. In tale circostanza il serial killer è stato egli stesso una vittima avendo subito da piccolo abusi fisici e mentali dalle figure genitoriali.
  2. La triade oscura. Gli aspetti preponderanti in questo caso sono il narcisismo, il machiavellismo e la psicopatia. Naturalmente la famiglia è il contesto in cui i bambini apprendono e si sentono sicuri nel relazionarsi con l’ambiente. La presenza di figure genitoriali maltrattanti e abusanti farà di loro dei carnefici futuri.

La crudeltà verso gli animali è un atto macrabo delle personalità non empatiche egoiste e prive di rimorso. Aiutare tali individui significa non sottovalutare già durante l’infanzia alcuni segnali che potrebbero far capire  che da adulto, tale individuo potrebbe esercitare atti violenti verso le persone, come gli omicidi e gli stupri.

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Terremoto e distruzione sul territorio italiano

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Il vantaggio di essere un popolo creativo che ha la forza di ricominciare 

Il terremoto continua a devastare vari territori del centro Italia, mentre il popolo assiste sgomento e addolorato alla distruzione di case e alla morte di individui finiti sotto le macerie. Troppe le persone decedute, quelle che non hanno più il sogno di una casa, di un’attività lavorativa. Tale tragedia è l’emblema di una Italia inginocchiata dinanzi alla forza spietata della natura. Tante le richieste di solidarietà e donazioni per i terremotati, ma soprattutto una voce forte e chiara  emerge come in veste di supplica, un aiuto, una preghiera  agli occhi dello Stato: “non abbandonateci”. Il timore che la sofferenza e l’aiuto richiesto cada nel dimenticatoio, come già successo durante il terremoto dell’Aquila, non può passare in secondo piano, ecco perché si chiede alle istituzioni e allo Stato di essere presenti in modo adeguato, soprattutto nel lungo periodo post-terremoto.

Come si può orientare il popolo alla ricostruzione della civiltà, incrementando positività? Naturalmente gli individui in situazioni di alta criticità come quella delle catastrofi e dei terremoti, necessitano di certezze nello sviluppo di progetti futuri e di sostegno psicologico, al fine di canalizzare nel giusto modo le emozioni negative e la sofferenza venutasi a creare.  Questo è il motivo fondamentale per cui empatia e solidarietà sono elementi indispensabili, nell’applicazione della psicologia dell’emergenza e delle catastrofi. La presenza territoriale di  professionisti competenti che  svolgono il proprio lavoro, supportando individui e famiglie in difficoltà, permette di ricercare le risposte in situazioni critiche e organizzare progetti collettivi durante tali eventi.  Nei casi di disastri e catastrofi che coinvolgono numerose aree territoriali e persone, la psicologia considera le conseguenze che gli eventi ambientali possono avere sul comportamento.  Ciò che favorisce la ricostruzione di un pensiero positivo, sicuramente è la possibilità dell’individuo di fronteggiare con occhi diversi situazioni di alta criticità. Questo significa poter sfruttare la capacità di essere un popolo sorprendentemente creativo. Infatti secondo lo

studio psicologico condotto sulla resilienza e creatività (C.Castelli, 2013), i vantaggi di applicare il pensiero creativo in condizioni ambientali catastrofiche sono:

  • La reinterpretazione della situazione in cui ci si ritrova, dando ad essa un nuovo significato. Quest’ultimo non deve essere riconducibile alla rassegnazione, sofferenza, disperazione, ma volto ad attivare le forze residue dell’individuo per trovare soluzioni funzionali nel tempo;
  • La costruzione di strategie e strumenti per cavarsela in situazioni complesse. In modo particolare tale ingegnosità di carattere pratico assume un valore significativo nella sfera sociale e relazionale;
  • La trasformazione di un evento critico e destabilizzante in una vera e propria opportunità personale. La generazione di idee seppur non immediata è finalizzata alle soluzioni di problemi,vale a dire che occorre scovare nella mente per poterle individuare;
  • Riconoscere i limiti della situazione reale e trovare il modo per esprimere le sofferenze che si patiscono, canalizzando nel giusto modo le emozioni negative. È necessario essere inclini e motivati ad attivare tali processi.

Le catastrofi ambientali, quali i terremoti possono essere in parte fronteggiati dal punto di vista psicologico, quindi dal singolo individuo, sviluppando, sfruttando e mettendo in atto le potenzialità creative in cui l’assunzione del rischio, la flessibilità, il pensiero positivo, l’apertura mentale risultano essere  caratteristiche comportamentali fondamentali per il superamento di eventi negativi drammatici.

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4 tipologie di vampiri sociali che possono trasmettere energie negative

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I vampiri sociali come ci influenzano nella quotidianità?

Attraverso le relazioni quotidiane possiamo confrontarci ed avere a che fare con individui diversi. Ogni persona naturalmente può aprirsi emotivamente e condizionarci, influenzarci. I vampiri sociali sono coloro i quali cercano di trarre il meglio dalle persone con cui si rapportano, trasmettendo solo ed esclusivamente energie negative. Sono così definiti perché hanno la capacità di influenzare gli altri con atteggiamenti e comportamenti spesso antisociali; sono inclini al vittimismo e sono fortemente capaci di manipolare chi li circonda. Spesso il loro comportamento è mosso da frustrazione, ansia, angoscia, il cui  l’obiettivo è riversare sull’interlocutore tutto il concentrato di sentimenti negativi, al fine di sentirsi sollevati.  Non cercano conforto, confronto, supporto, ma solo una vittima su cui scagliare tutto ciò che provano e che li rende instabili.  Come riconoscerli e non cadere nella loro trappola?

Possiamo distinguere 4 tipologie di vampiri sociali, che possono attirare la nostra attenzione, trasmettere ansie, paure, negatività al punto tale da far cambiare opinione e atteggiamento, soprattutto nelle  situazioni  importanti da affrontare, rendendoci instabili, insicuri e psicologicamente fragili.

  1. I paranoici e confabulatori. Corrispondono a quella tipologia di vampiri sociali che oltre a vedere il marcio ovunque, sono dell’opinione che il mondo è in combutta contro di loro. Ogni evento e situazione da affrontare durante la giornata, guarda caso può avere un risvolto negativo a causa dell’intromissione di qualcun altro. Tutti possono confabulare ed essere il disegno perfetto di una macchina del potere che si muove a loro discapito, mettendoli in cattiva luce e facendoli apparire agli occhi degli altri  delle vittime;
  2. I saccenti. Questi vampiri sociali sono persone che mostrano una certa sicurezza interiore perché credono di sapere tutto. Spesso non ci sono spazi di confronto con l’interlocutore, infatti annientano e manipolano la conduzione dei discorsi, con monologhi orientati su aspetti auto-celebrativi. Agli occhi degli altri vogliono apparire potenti e sicuri delle teorie che portano avanti e pur affascinando con discorsi complessi ed autorevoli, si muovono con l’obiettivo di gestire “relazioni impari”, facendo sentire l’altro inferiore psicologicamente e totalmente suggestionabile al fine di raggiungere i propri scopi;
  3. I chiacchieroni e logorroici. Sono definiti vampiri sociali perché parlano continuamente di tutto ciò che passa per la mente, portando l’altro allo sfinimento. Questo atteggiamento ritrova numerose reazioni negli altri; le solite  sono l’allontanamento psicologico e il totale disinteresse o perdita di ascolto, in quanto diventa difficile e particolarmente stremante riuscire ad essere concentrati su discorsi ripetuti all’infinito in cui non si ritrova logicità. Tali vampiri psicologici, preferiscono confondere chi li circonda riguardo la natura che li caratterizza, disorientando spesso gli altri su se stessi. Non si espongono mai realmente, in quanto temono di essere giudicati e di far comprendere le strategie che possono mettere in atto per raggiungere gli obiettivi;
  4.  I disprezzanti e pettegoli. Queste persone hanno la caratteristica di essere riluttanti verso gli altri e le situazioni che si presentano, anche quelle in cui sono palesi le opportunità da cogliere. Disprezzare diventa un modus operandi, per dimostrare agli altri che si vive in una situazione sicuramente di superiorità, sminuendo quello che di buono c’è, pur di parlare bene di se stessi. Insomma gli altri sono quello che sono e loro invece sono il meglio. Criticare è una faccenda sistematica, perché si devono sempre e comunque giustificare le proprie azioni lecite ed illecite.

Tutti i comportamenti elencati fanno di questi individui dei vampiri sociali perché intrisi dalle proprie insicurezze non si rapportano agli altri in maniera genuina, spontanea, sincera, evitando di ricercare un rapporto equilibrato, ovvero fatto  di scambio reciproco di opinioni e sensazioni.  Le persone sono solo degli involucri da riempire, manomettere, rompere,  usare e buttar via a loro comodità e piacimento, perché l’empatia e il riconoscimento delle emozioni degli altri, viene sostituito dall’opportunismo e dall’egoismo.

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